Per qualche tempo ho notato che per strada c’erano delle piccole carte d’argento, quelle che sono nei pacchetti delle sigarette, e le strade erano piene d’argento. Ho iniziato a raccoglierlo. Come fosse argento davvero e a incollarlo nelle opere.
Forse faccio sempre le stesse cose ma in maniera differente. La vita non è altro che una reiterazione dell’infanzia scriveva Savinio. Forse.
Forse la vita è lineare. Mi piace anche per questo la pianura. Somiglia alla vita. Nessun affanno. Si può camminare piano o correre.
Ma, tornando all’argento, alle carte argentate e preziose di adesso, sono gli stessi movimenti che facevo da piccola. C’era un motivo allora. Sarebbe passato un signore e avrebbe comprato tutto l’argento che avevo.
Non è mai arrivato.
Continuare a raccogliere l’argento ora sarebbe come ripetere l’attesa, vana.
E visto che ho i colori e nei colori che ho c’è l’argento ho pensato che lo potevo fare io stessa. E’ alchimia così. Pittura.
Allora, come ora, quando la vita è piatta, come una pianura e come una tela, senza affanni, pure le cose scorrono e vanno meglio, possono correre o andare piano, sono libere, e belle.
Come negli occhi vedere quella linea che è dell’orizzonte ed è una linea immaginaria.