L’urbanistica di Ferrara mantiene la magia del suo progetto; gli antichi che ebbero il potere di inventarla, guardarono il cielo di sicuro e ne presero da esso della polvere di stelle. Non è nebbia quella che ci confonde gli inverni. Presero anche la magia che il cielo emanava e la immisero per le strade, nei disegni e nelle geometrie. Giocarono con gli elementi del cosmo e della natura e nacque Ferrara.
Ferrara contiene in sé lo Spazio e il Tempo. Dentro le sue lettere, la rarità, e l’errar. E dei pianeti è il moto, l’errar, l’agire, il girare.
Ferrara gira e rigira perfino lo sguardo.
Le stelle, scrive Isidoro di Siviglia, sono così chiamate a causa del loro "stare", ossia del loro rimanere immobili, sempre fisse nel cielo, senza tramontare. Per fortuna i pianeti, la cui etimologia rimanda a "errare", si muovono attraverso l’intero universo con vario moto, non si fermano… (Marco Pesatori)
No, non è nebbia. E’ polvere di stelle e di questa polvere me ne imbevo gli occhi per un viaggio nella materia e nel cosmo che è città e pianeta, allora le costellazioni mie e le strade, danzate da lampioni che accendono luci e allora il cielo non è più distante, e allora si può toccare ed essere…
Tratto da Mater, anteprima.